Avete presente quelle belle unioni che iniziano e che avete l’impressione che non termineranno più? Fondamentalmente succede perché stima e intesa raggiungono livelli dai quali è impossibile retrocedere, se non per casi veramente fortuiti. Allora, una volta presa e stretta la mano, non ci si lascia più perché ci si accorge di aver trovato un valore troppo prezioso per essere messo da parte. A Storie biancazzurre un caso analogo verrà oggi raccontato, quello che lega mister Angelo D’Urso e la Teamsport da bel 10 anni. Insegnante di scuola elementare e media dal 2014, Angelo D’Urso è oggi uno dei preparatori atletici e motori più stimati dell’ambiente calcistico catanese. La sua Laurea in Scienze motorie conseguita nel 2002 (allora chiamata ISEF) è servita da base teorica al suo talento indiscusso in quello che è un mestiere estremamente delicato, ovvero quello di dare l’adeguata preparazione motoria a tutti gli atleti a lui assegnati, a prescindere dall’età che essi abbiano. Proprio questo è il ruolo che quest’anno ricopre alla Teamsport, dove cura l’aspetto motorio di tutta la scuola calcio. L’amore per il calcio di D’Urso nasce negli anni ’90 ed esplode definitivamente tra le fila della Universal Misterbianco. In quella società, gioca nel settore giovanile (Under 16 e Under 18) e due anni in Prima Categoria. La carriera universitaria lo mette alle strette lascia il calcio per un breve periodo, nel quale, per l’appunto, consegue proprio la Laurea. Riprende a giocare nel 2005, dove nel dilettantismo catanese colleziona tante esperienze e successi. Gioca nell’ICOS Tremestieri, Condor, San Leone (dove vince il campionato), nel Liotru (anche quell’anno vittoria del campionato) dove rimane per tre stagioni. Successivamente, la San Leone, tramite nuove vesti, si riscrive in Terza Categoria: mister D’Urso viene chiamato in qualità di allenatore/giocatore e la sua esperienza è assolutamente positiva. I playoff sono centrati, ma gli spareggi non vengono vinti e la promozione non premia una grande e meritevole stagione. Contestualmente, mister D’Urso si muove su altri fronti. Oltre ai tanti progetti CONI portati nelle scuole primarie catanesi, rientra anche nella scuola calcio storica del Catania, allora presieduto dal recentemente scomparso Luciano Gaucci. In quella circostanza, vive due importanti stagioni. La prima accanto a mister Belardi, la seconda in autonomia alla guida di un gruppo Esordienti. Successivamente, sposa la causa dello Sporting Battiati, dove si occupa della preparazione atletica dell’Under 15 e dove ricopre il ruolo di collaboratore tecnico. Nel 2005, passa alla Virtus Catania, in Eccellenza, allora seconda squadra della città, dove occupa il ruolo di preparatore atletico della prima squadra, protagonista di una bella stagione Nel 2010, infine, prende la qualifica di Istruttore Coni-Figc, mentre nel 2012 quella di Allenatore Uefa-B. Nel 2010, arriva la chiamata di Salvo Foranna, che Angolo D’Urso aveva conosciuto da tempo per via dei tornei amatoriali organizzati al Millennium. “È stato un piacere ricevere quella proposta – dichiara sicuro D’Urso -. Con Salvo ci conoscevamo da tempo e quella stagione, con l’ingresso anche di Pierpaolo Alderisi, stava nascendo un progetto davvero interessante. Non ci ho pensato neanche due secondi, ho detto subito di sì. A quella stagione ne sono seguite altre nove, con ruoli sempre diversi. Ho allenato il settore giovanile, ho fatto l’istruttore di scuola calcio, ho fatto il preparatore atletico delle squadre giovanili e il preparatore motorio per l’attività di base. Insomma, chi più ne ha più ne metta. Sono felice che la mia professionalità venga considerata duttile e valida in ogni campo, io sono sempre a disposizione della società perché questa la sento ormai come una seconda casa”. Gli anni alla Teamsport sono stati belli, ricchi di momenti divertenti, tristi, seri e faceti. D’Urso ne ha viste tante e, a tal proposito, racconta un aneddoto che ricorda con piacere: “Un’esperienza che ricordo con simpatia, indimenticabile in tutti i sensi, è stato il primo grest in casa Teamsport. Era l’estate 2011, un’estate particolarmente calda, dove ogni giorno la temperatura era di almeno 35 gradi. In più, i bambini che ne facevano parte non erano il massimo della tranquillità. Tutte queste cose messe insieme resero quel grest da un lato divertente, ma dall’altro estenuante, tanto che ogni anno, all’approssimarsi del mese di giugno, quando incrocio lo sguardo di Marco Fiorito esclamo «ora non ciccari cchù, cancelliti macari u me nummuru, appoi u recuperi a settembre!». La punta di divertimento che serve a rendere perfetto ogni rapporto sportivo che esista. D’Urso-Teamsport è un binomio che andrà avanti per tanto tempo e per tante ragioni. Non si potrebbe mai fare a meno di una figura così seria e assennata, oltre che estremamente preparata.