Anche le semifinali possono essere partite che entrano nella storia di una società, perché i risultati non arrivano mai con grande facilità in quelle circostanze. Tutte le squadre che arrivano a quel punto hanno tutte le caratteristiche al loro posto e per superarle bisogna sempre gettare il cuore oltre l’ostacolo. Non ha fatto differenza Nuovo Lever – Teamsport Millennium, che nel maggio del 2015 ha regalato un grande momento nella memoria degli appassionati biancazzurri. Vinta quella battaglia, infatti, la squadra allievi ‘98/’99, allora allenata da Ivan Alfonso, raggiunse la sua prima storica finale provinciale. Alla vigilia del match, per la Teamsport non si prospettava una gara facile. All’attestato valore di un avversario tra i più temibili del momento, si aggiungeva il fattore campo, il Velletri, e la graduatoria sfavorevole. In quell’anno, infatti, la semifinale si giocò tra tre squadre in un triangolare. Nella prima giornata, la Teamsport piegò per 4-0 il Real Adernò, che perse anche nella seconda giornata contro il Nuovo Lever con uno scarto molto pesante. Tale circostanza fece sì che il pari premiasse per differenza reti il Nuovo Levere e la Teamsport era costretta ad espugnare il Velletri per raggiungere l’agognata finale. Al fischio d’inizio, le due squadre diedero subito l’impressione di avere quanto mai fame di vittoria, soprattutto la Teamsport, autrice di una gara votata al pressing e alla conquista di ogni singolo pallone. Florio, portiere del Nuovo Lever, fu subito chiamato a due grandissimi interventi per proteggere il risultato, mentre dall’altra parte ci pensò Mistretta, per la Teamsport, a mettere una pezza sulla sortita offensiva degli attaccanti di casa. La gara si sbloccò intorno al 15’, quando sugli sviluppi di un corner il Nuovo Lever trovò immediatamente la rete del vantaggio grazie al suo bomber e capocannoniere Di Raimondo. Chi conosceva bene la Teamsport e la compagine allenata da Alfonso sapeva bene che quella era tutto fuorchè una squadra arrendevole. Dopo la rete del vantaggio blaugrana, il climax ascendente dei biancazzurri li portò a totale dominio della partita, fino al momento cruciale arrivato al 28’ del primo tempo. Calcio di punizione del limite in favore della Teamsport, mister Alfonso, sotto lo sconcerto di tutti, chiamò alla battuta Damiano Guglielmino, che in tutta la stagione non aveva mai battuto un singolo calcio di punizione, non essendone ritenuto specialista. Guglielmino ascoltò il proprio tecnico e posizionò la palla, tirando un bolide che con una leggera deviazione mise fuori causa Florio. 1-1 e urlo liberatorio per la Teamsport, mentre calava il gelo nella panchina di casa. Il primo tempo, da quel momento, divenne un’escalation di emozioni, con la Teamsport vicina più volte al vantaggio, ma accontentatasi dell’1-1 al duplice fischio dell’arbitro. Nella ripresa, il Nuovo Lever subì più psicologicamente che tatticamente il ritorno dei biancazzurri, ormai in totale controllo del match. A metà ripresa, Raimondo Pirracchio penetrò in area di rigore avversaria e venne messo giù maldestramente dal difensore avversario. Tra le proteste dei blaugrana, per l’arbitro fu calcio di rigore. Tensione alle stelle, poteva essere il gol decisivo. Sul dischetto si presentò lo specialista, Castro, che fino a quel momento non ne aveva fallito uno. Breve rincorsa piattone piazzato a destra, Florio ancora battuto, Teamsport in vantaggio. La gioia e l’entusiasmo dei mascalucesi furono la mazzata finale per il Nuovo Lever, in difficoltà più che mai contro una squadra che volava letteralmente in campo. A 10’ dalla fine, una palla respinta dalla difesa finì sui piedi di Pierpaolo Bellomia, che da 35 metri calcia senza pensarci due volte, segnando un gol d’antologia e il 3-1 che scatenò un boato incontenibile. Un gol che fu una vera liberazione, perché il resto della gara fu di totale controllo della Teamsport, prima del fischio finale. In molti ancora si ricorderanno l’urlo di Casicci e la corsa in campo di dirigenti e allenatori. Se lo ricorderanno perché quello sì che è stato un giorno davvero memorabile per tutta la Teamsport. Uno di quei giorni che forse non racconteremo ai nostri nipoti, ma che ci strapperò sempre un sorriso, soprattutto nei momenti più tristi.